Una chiacchierata amena con Julia su «Umanità e altre amenità»

 


Julia Vigliarolo è una cantautrice romana di 34 anni, disabile e nello spettro autistico. Chiamata Julia per l'omonima canzone del White Album, fino all’arrivo delle diagnosi di autismo ad alto funzionamento ha sempre ricondotto le sue capacità musicali alla profezia del nomen omen.  La musica è la forma di comunicazione attraverso cui catalizza la propria emotività e trasmette messaggi di cambiamento sociale. Nel 2023 ha pubblicato il suo album d’esordio Δεινός (Deinòs) che vanta la partecipazione e la produzione di Alberto Lombardi nel brano di apertura. Nel 2025 è stata selezionata per la produzione internazionale di due cofanetti dedicati a Johnny Cash e Bob Dylan. Sempre nel 2025 è stata selezionata come artista finalista nella rassegna dei Changermaker Days di Milano in qualità di changemaker artist che con la sua musica porta rilevanza su temi di grandi impatto sociale. Nel 2026 pubblica un nuovo EP dal titolo Umanità e altre amenità, tutto legato ai temi dell’ inclusione, della valorizzazione della diversità. In questi anni si è esibita in vari contesti tra cui: 68Village, Studio26, Monk, Fonclea, BaseMilano, B-Folk, Festa della Musica III Municipio, Casa della Cultura V Municipio etc. È stata inoltre ospite di diversi podcast: Music Leaks (Michele Monina), Sedie di Legno, Argilla Podcast, Sepoffà.

 

 

Oggi ho il piacere di intervistare una giovane artista di cui conosco la passione sin da quando era piccola. Mia cugina Julia ha appena pubblicato il suo nuovo EP dal titolo «Umanità e altre amenità» e ha accolto con gioia l'invito a raccontarcelo per questa edizione della rubrica musicale di Ermes.

 

AURELIA: La tua chitarra qui ci parla molto di te e ci accompagna in un mondo acustico e semplice, quasi bucolico, davvero umano, distante da quello in cui prende sempre più piede l'intelligenza artificiale. Come ti poni rispetto a questa realtà?

 

JULIA: Hai centrato nettamente il punto. I riferimenti alle atmosfere bucoliche vengono direttamente da Virgilio. Io penso che l'IA sia uno strumento e che, come tutti i mezzi tecnici, dovrebbe avere un valore neutro. Non mi sento di dire che sono contraria allo strumento in sé. Sono più che altro preoccupata dell'uso che, ad oggi, ne viene fatto, soprattutto quando non viene usato come strumento ausiliario ma come vero e proprio sostituto dell' intelligenza e della creatività umana.

Quindi il vero problema, dal mio punto di vista, non è tanto l' intelligenza artificiale, quanto l' uso - o, meglio, l' abuso - umano che di essa viene fatto.

 

 

 

 

AURELIA: In questo EP ricorri a molte tecniche particolari per esprimerti e creare atmosfera. Ce le puoi illustrare, spiegandoci anche il processo creativo che ti ha portato a sceglierle nei vari brani?

 

JULIA: L' EP è stato registrato in presa diretta di voce e chitarra acustica per mantenerne quanto più possibile l'autenticità. Le sonorità più particolari - che si sentono soprattutto in Umanità e altre Amenità - sono frutto della partecipazione straordinaria di Tommaso Alfonsi e della sua meravigliosa chitarra-arpa. Quando ho immaginato l'arrangiamento sapevo che sul finale di questo brano, avrei voluto quelle sonorità per esprimere forte il contrasto tra la dolcezza dei suoni e l'amara realtà condivisa a parole. Inoltre, anche l'utilizzo del basso fretless, in tutto EP, contribuisce a creare delle sonorità desuete rispetto agli standard attuali.

Infine, ciò che mi ha permesso di esprimermi attraverso sonorità più particolari e ricercate è, indubbiamente, l' utilizzo delle accordature aperte, presenti in 4 brani su 6. Non c'è un vero e proprio processo creativo ordinato alla base: direi semplicemente la mia predilezioni per la sperimentazione di accostamenti particolari e la ricerca di sonorità che mi consentano di esprimermi nel modo più autentico possibile.

 

 

 

 

AURELIA: Quali sono le altre amenità a cui ti riferisci nel titolo?

 

JULIA: Grazie della domanda, perché racchiude tutto il senso del lavoro. Il titolo Umanità e altre Amenità è volutamente provocatorio e racchiude un duplice significato.

Tutta la raccolta parla di temi sociali: l' umanità (come la insegnava Kant), la salute mentale, l' inclusione sociale e la valorizzazione della diversità.

Da un lato, il titolo denuncia come ad oggi tutti questi temi siano considerati delle amenità, cioè dei valori futili, quasi da scartare come fossero dei rifiuti.

Dall' altro, invece, rimanda al senso etimologico del topos letterario del locus amoenus espresso proprio nelle Bucoliche di Virgilio: vorrei invitare chi mi ascolta a considerare tutti questi temi come delle amenità in questa seconda accezione, cioè come valori in grado di ripristinare l' armonia. Quegli ideali da rimettere al centro nel nostro agire quotidiano, per arginare la deriva  di violenza e disumanità che la società sta vivendo. 

Come essere umano sento di fare davvero fatica a trovare il mio posto nel mondo in questo contesto.

 

AURELIA: Grazie di cuore, Julia. È stato un vero piacere ascoltare la tua musica e le tue parole! 





A cura di Aurelia Mangone 

 

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