Una conversazione con Fabio Mazzitelli e Apollonia Nanni sui loro “Abbracci cromatici” nel segno di Alessandro Mazzitelli

 Il 15 aprile si celebra il World Art Day, che ricade in questa data perché legata alla nascita di Leonardo da Vinci, emblema dell'Arte nei tempi.

 

All'indomani della ricorrenza, oggi presentiamo due artisti e due persone che hanno fatto dell'Arte la loro scelta di vita e le cui vite sono intrecciate da un fil rouge connesso all'Arte nel modo più totalizzante, che oggi ci raccontano qui relativamente a un evento culturale che è in corso a Catanzaro.

 



AURELIA: Esordiamo con una domanda per entrambi: oggi parliamo assieme di una esposizione che unisce le vostre carriere artistiche, che già sono legate da un legame d'affetto nella vita, grazie alla figura di Alessandro Mazzitelli, che spiego ai nostri lettori essere papà di Fabio e marito di Apollonia. Cosa vi trasmette questo spazio?

FABIO: Questa mostra rappresenta un dialogo intimo e profondo, dove l'arte diventa il linguaggio per onorare una memoria condivisa e per celebrare la continuità tra generazioni e affetti. Attraverso questo spazio espositivo, l'intento è quello di trasmettere la continuità di "affetto e arte".

Quindi di conseguenza, l'esposizione non è solo una rassegna di opere, ma grazie alla figura di mio padre Alessandro Mazzitelli, il legame familiare si trasforma in un legame estetico e concettuale. Vogliamo mostrare come l'arte possa essere un'eredità che non si limita all'arte, ma anche di uno sguardo sensibile sul mondo che passa dal "padre al figlio" e dal "marito alla moglie".

Inoltre mi piace sottolineare che, nonostante le nostre carriere artistiche abbiano seguito percorsi distinti e diversi, qui si uniscono in un'armonia che trova il suo centro proprio in papà Alessandro. 

Poi le diverse tecniche e visioni, sia mie che di Apollonia, si intrecciano ma non si sovrappongono.

L'arte è il filo invisibile che tiene uniti il passato, il presente e il futuro.

 

APOLLONIA: Intraprendere questa immaginifica avventura espositiva "cromatica" insieme a Fabio Mazzitelli, significa avere unito i nostri sentimenti in un tripudio d'affetto e d'amore filiare e familiare in nome del mio compagno maestro di vita e arte Alessandro Mazzitelli, uno degli Artisti più originali e inediti sullo scenario dell'arte contemporanea. Il papà di Fabio con i suoi insegnamenti i suoi preziosi consigli ci ha sempre stimolati ad andare avanti incentivandoci a realizzare insieme questa bellissima mostra.  Voglio ricordare che l'anno scorso in aprile abbiamo fatto una bellissima mostra, la prima, insieme ad Alessandro Mazzitelli.  SIAMO FATTI D'ARTE è stata una bellissima avventura familiare affettiva, una unione di anime artistiche differenti ma unite da un solo cardine fondamentale.  I miei ABBRACCI CROMATICI li dedico ad Alessandro Mazzitelli.

 

 

AURELIA: Fabio, per chi ti ha già conosciuto nella scorsa intervista del 3 marzo e per chi ancora non avesse scoperto la tua arte, quali sono i tuoi sogni colorati?

FABIO: Il mio sogno è che l'arte, sia portatrice di gioia pura e non serva solo per abbellire una parete.

Sogno che i miei colori possano diventare un ponte emotivo tra le persone, dai più piccoli ai più grandi. Quando qualcuno guarda un mio dipinto, spero che possa trovarci un pezzetto del "proprio cielo", della propria storia, un momento di serenità o gioia, i semplicemente "trovare risposte". Lui, il mio blu, è un blu "sogno", come una notte luminosa di stelle.

Infine, il mio sogno è che la mia arte sia sempre viva e che possa viaggiare e abitare i cuori.

 

 

AURELIA: Sceglieresti per noi un'opera tra tutte quelle di Apollonia presenti in questa esposizione e perché?

FABIO: Ho scelto questo dipinto di Apollonia, è un'immagine dove il silenzio che parla più di mille parole. È il pensiero di chi sa che un legame non si spezza con l'assenza, ma cambia forma, trasformandosi in colore, in linea, in luce.



Questa mostra sembra dirci che l’amore è l’unico pennello capace di dipingere il vuoto, riempiendolo di una presenza che continua a generare bellezza. È un pensiero delicato, come quel tratto sulla tela: un omaggio che non urla, ma vibra.

 

 

AURELIA: Apollonia, chi è il tuo amico Caravaggio di cui parli nel titolo della tua esposizione?

APOLLONIA: Il mio "Amico Caravaggio", come si evince dal titolo della mostra, è un omaggio artistico, quasi un dialogo con questo grande interlocutore che amo molto poiché un artista dai toni, luce, contrasti drammatici intrisi a volte di veemenza, irruenza cromatica e misteriosa, una intensità emotiva tipica del maestro del Seicento.  Ho reinterpretato alcune sue opere con una mia personale visione in un linguaggio contemporaneo di forte matrice espressionista dove si fondono pathos dramma e solitudine esaltando l'immagine della Medusa in bianco e nero. Il Bacco e altri omaggi che si potranno visionare in questa mostra.

 

 

AURELIA: Sceglieresti per noi un'opera tra tutte quelle di Fabio presenti in questa esposizione e perché?



APOLLONIA: Ho scelto il dipinto di Fabio Mazzitelli tra le tante opere esposte seppur magnifiche nella loro trasposizione ed esaltazione onirica, poiché una immagine senza volto è senza tempo senza luogo senza identità, una immagine di libertà in cui ognuno di noi può rivedersi e riconoscere nelle fragilità, nelle assenze, nelle sottrazioni nel dramma, nel ricordo di qualcuno che abbiamo amato cercato proprio in quel "volto mancante " e non c'è più.  Un'opera che incarna anche il dramma della guerra tristemente attuale. Ma il magnifico cielo puntellato di stelle rappresenta la speranza e i desideri di tutti noi. Il "milite ignoto" reso arte lo proporrei come manifesto dei nostri tempi.

 

AURELIA: Vi ringrazio di cuore per il privilegio di questo dialogo con voi e consiglio a tutti i nostri lettori di venire a visitare la vostra mostra, per abbracciare l’arte lasciandosi guidare dal vostro sguardo!

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