Stilo, Bivongi, Antica Kaulon
Stilo è un gioiello incastonato nella Valle dello Stilaro, ai piedi del Monte Consolino, dove il Parco Nazionale dell’Aspromonte incontra le Serre e lo sguardo si apre verso il Mar Ionio. Le origini di Stilo risalgono al periodo greco, dopo la distruzione dell’antica Kaulon a opera di Dionigi di Siracusa. Il periodo di massimo splendore fu il Medioevo, quando Stilo divenne un importante centro religioso. La città era circondata da mura in cui si aprivano cinque splendide porte d’accesso, ancora oggi visibili. La sua tranquillità la resero il posto perfetto per la costruzione dei monasteri, che in questo periodo sorsero numerosi. Il più celebre dei monaci che Stilo ospitò fu il filosofo Tommaso Campanella: grande esponente del Rinascimento italiano, autore della Città del Sole, appellativo con cui Stilo è tuttora conosciuta. Sono visitabili sia la casa natale sia i luoghi conventuali in cui visse e scrisse.
Il centro storico, scolpito nel granito, si apre alla vista della Cattolica di Stilo, gioiello bizantino del X secolo, candidato a diventare patrimonio UNESCO. La sua pianta a croce greca inscritta in un quadrato conserva tutt’oggi le tre absidi e le cinque cupolette tipiche delle architetture religiose del periodo bizantino-medio. All’interno, quattro colonne sostengono lo spazio sacro, dove sopravvivono preziosi affreschi medievali, tra cui il Cristo Pantocratore. La vocazione religiosa del borgo è testimoniata anche dalle numerose chiese barocche, a partire dalla gemma trecentesca della Chiesa Matrice (Duomo di Stilo), ricostruita nel Settecento ma di origine millenaria, con l’elegante portale ogivale in pietra calcarea e opere pittoriche di grande pregio, in particolare, è custodita la tela raffigurante la Madonna e Gesù, capolavoro di Battistello Caracciolo. Di rilievo sono, inoltre, ilComplesso Conventuale di San Giovanni Theristis, rifatto in stile barocchetto serrese nell’Ottocento, e le Chiese di San Francesco d'Assisi e San Domenico, profondamente segnate dal terremoto del 1783 ma ancora oggi custodi della memoria artistica cittadina.Alle spalle del centro storico, risalendo le pendici del Monte Consolino, in posizione panoramica sorgeva l'antico Castello di Stilo, realizzato per volontà di Ruggero il Normanno nel 1071 come presidio fisico del potere in mano all'allora casa regnante. Di esso oggi è possibile ammirare solo i torrioni circolari d'ingresso. Nei dintorni, natura e spiritualità si intrecciano tra falesie per l’arrampicata e il suggestivo Santuario di Monte Stella, totalmente scavato nella roccia.
A breve distanza si estendono i boschi di castagni, faggi e abeti del Parco Naturale Regionale delle Serre, ideali per escursioni, trekking e arrampicata immersi in una natura ancora intatta. Nel cuore di queste montagne si trova la Ferdinandea, 3600 ettari in cui si uniscono archeologia industriale e paesaggio naturale. La Ferdinandea nacque alla fine del Settecento come moderno complesso siderurgico del Regno delle Due Sicilie, destinato alla produzione di cannoni e favorito dall’abbondanza di legname necessario agli altiforni. Il sito occupava circa 15.000 metri quadrati con due edifici principali: uno a ferro di cavallo per residenza e amministrazione, l’altro destinato alle attività siderurgiche. Dopo un periodo di grande sviluppo nell’Ottocento, il sito decadde in seguito all’Unità d’Italia e fu trasformato da Achille Fazzari in residenza montana e tenuta forestale, avviando anche l’imbottigliamento dell’acqua Mangiatorella. Oggi il complesso, suggestivo ma in parte abbandonato, rappresenta un importante esempio di archeologia industriale, completato dal vicino villaggio siderurgico di Chiesa Vecchia: un villaggio protoindustriale seicentesco con altoforno, chiesa e abitazioni per circa 200 operai.
L’anima più autentica del borgo rivive ogni anno nel Palio di Ribusa, rievocazione storica che affonda le radici nell’antica Fera de Rebusa, una delle fiere più importanti che si tenevano nella regione. Ogni anno, quella fiera richiamava contadini, allevatori emercanti da ogni angolo della Calabria. Era un momento di scambio, ma anche di festa, dove la comunità si ritrovava e si riconosceva. Proprio in quel clima vivace e pulsante prendeva vita il Palio. I cavalieri arrivavano da Stilo e dai suoi cinque casali – Camini, Guardavalle, Pazzano, Riace e Stignano – e si sfidavano in tornei cavallereschi che mettevano alla prova forza, agilità e coraggio. Le competizioni si svolgevano sotto gli occhi attenti della folla, tra applausi e incitamenti, mentre il borgo si trasformava in un teatro a cielo aperto. Oggi, durante il Palio di Ribusa, Stilo si veste di festa. Ogni angolo del borgo diventa scena viva. Le strade si riempiono di colori, suoni e volti che sembrano usciti da un affresco rinascimentale. Gli allestimenti curati nei minimi dettagli ricreano ambienti d'altri tempi e camminare tra le vie acciottolate è come sfogliare le pagine di un romanzo storico.
A pochi minuti da Stilo si trova Bivongi, celebre come “Borgo della Longevità” e riconosciuto dal National Geographic come Blue Zone grazie a natura, alimentazione e spiritualità. Il borgo offre sorgenti termali (note come Bagni di Guida), le suggestive Cascate del Marmarico e antichi mulini. È possibile gustare prodotti tipici della Dieta Mediterranea e specialità dell'agroalimentare locale, tra cui il vino Bivongi DOC, la cui sagra si svolge generalmente a fine agosto.
Ritornando sulla costa, a Monasterace Marina, si può ammirare il Parco archeologico dell’antica Kaulon: fondato dagli achei crotoniati, conserva il Tempio Dorico del V secolo a.C., la “Casa Matta” con il grande mosaico ellenistico raffigurantedraghi, delfini e motivi floreali e numerosi altri reperti tra colonne ioniche, tabulae bronzee, monete e anfore. Oggi tutto il materiale è esposto nel Museo Archeologico di Monasterace Marina, offrendo un quadro completo della vita religiosa, civile e artistica dell’antica Kaulon, immersa in uno scenario costiero che ancora racconta la sua grandezza.
Scritto da Giuseppe Agostino


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