Nel corso dell'Ottocento in Italia si diffonde una nuova «percezione» dell'arte. Il termine rappresenta la chiave di lettura del pensiero degli artisti conosciuti come i Macchiaioli.
Intorno alla metà del secolo, il Caffè Michelangelo di Firenze è il luogo di incontro per numerosi intellettuali tra cui loro: Diego Martelli, Telemaco Signorini, Giovanni Fattori e Silvestro Lega sono alcuni esempi.
È qui che si disserta intorno alla percezione dell'arte vicina al vero e al quotidiano e lontana dall'architrave su cui poggiava la pittura tradizionale: il culto delle forme, lo stile e la prospettiva, che era stata centrale proprio nella tradizione figurativa toscana dal Quattrocento a seguire.
Adriano Cecioni, pittore dell'epoca descrive questo risultato realizzato «col mezzo di macchie di colore, di chiari e di scuri», come si può evincere osservando La rotonda di Palmieri di Fattori, che restituisce l'effetto della luce autentica mediante la sovrapposizione di più macchie di colore che nel loro complesso ci illustrano una scena chiara e definita.
La macchia è la protagonista delle loro opere ed è l'oggetto di una ricerca molto più profonda, che viene teorizzata in primis da Martelli, fondatore di alcune riviste di interesse artistico, e funge da mezzo per veicolare le intenzioni veriste di un grande artista come Fattori, che ci mostra delle istantanee del mondo rurale della Toscana dei suoi tempi tramandandone i «costumi» e le «abitudini».
L'arte dei Macchiaioli sembra così alquanto simile a quella impressionista, che invero anticipa temporalmente, ma come la loro è accomunata da un destino fortunato perché da quel nome affibbiato con tono canzonatorio nascono due correnti artistiche che hanno aperto gli orizzonti su una nuova sensibilità mostrandoci momenti veri, nella purezza dei sentimenti e della luce che questi artisti hanno inteso imprimere con le loro rivoluzionarie campiture sulla tela.
leri, 18 maggio, si è celebrata la Giornata Internazionale dei Musei, e questo avvenimento ci richiama alla memoria la bellissima mostra, attualmente in corso a Palazzo Reale a Milano e visitabile fino al prossimo 5 luglio, che attualmente esplora i Macchiaioli.
Fa da sfondo alla mostra uno splendido dipinto di Silvestro Lega, il quale si avvicina gradualmente alla macchia rappresentando un unicum in questa esperienza artistica. Lega raffigura la società piccolo-borghese e dell'Ottocento, che descrive con un accento intimo e poetico.
Ne Il pergolato ci troviamo nella campagna fiorentina del diciannovesimo secolo. In questa scena possiamo assaporare il calore tiepido del sole pomeridiano, il profumo del caffè che sta per essere servito e un momento di quotidiana quiete familiare, tornando a Cecioni, «impressioni che essi ricevevano dal vero».
Scritto da Aurelia Mangone

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