Alberto Lauria, la giovane promessa siciliana del design: «Non smettete mai di credere in qualcosa»





Alberto Lauria ai giovani: non mollate, siate autentici e trasformate ciò che avete e il vostro territorio in qualcosa di unico.


Da Ragusa, il creativo classe 2006 unisce identità visive, comunità e un messaggio forte ai suoi coetanei: «Siate voi stessi, non per gli altri»

RAGUSA – A soli vent’anni, Alberto Lauria è già una delle voci più limpide della nuova generazione creativa siciliana. Graphic designer e direttore creativo nato a Ragusa nel 2006, ha costruito in poco tempo un percorso che lega design, musica, spazi e soprattutto comunità. Due progetti, Desk e Spazio Desk, raccontano la sua visione: piattaforme di creatività collettiva nate dal territorio e destinate a guardare più in alto.

«Oltre a questo, mi occupo di identità visive e progettazione creativa. Generalmente seguo le iniziative a 360 gradi: dalla creazione dell’identità visiva fino alla massima espressione artistica», racconta. Desk, brand attivo nel 2024 e ora in pausa, ha lasciato il posto a Spazio Desk, studio collettivo che realizza identità visive per aziende di ogni tipo e progetti che spaziano dagli eventi all’ottimizzazione di un brand. «Sono piattaforme dedicate alla creatività, alla collaborazione e alla costruzione di esperienze capaci di unire idee, persone e, soprattutto, il mio territorio. Per ora siamo qui, ma stiamo puntando a fare le cose in grande soprattutto con i ragazzi che ci lavorano dietro insieme a me e che in primis devo ringraziare», spiega.

Lauria non si limita al design. Sperimenta con la musica e la fotografia, ma il cuore del suo lavoro resta l’interazione tra disciplina, spazio e comunità. «Grazie al supporto della comunità sono riuscito a dare vita ai miei progetti», sottolinea. Un legame forte con la Sicilia che non è retorica, ma materia prima: «Voglio essere la voce dei ragazzi che cercano di mettersi in gioco ma poi si tirano indietro per paura. Questa è una tendenza che dobbiamo invertire e che al giorno d’oggi viene normalizzata».

Il suo messaggio è netto e ripetuto come un mantra. «Nessuno deve mollare mai. Bisogna guardare, osservare e cogliere ciò che agli altri sfugge, per poi farlo proprio. Oppure prendere ciò che già esiste e rielaborarlo fino a renderlo un prodotto davvero unico». Sul tema della copia, tema classico di ogni artista, è altrettanto chiaro: «Tutti gli artisti attingono da ciò che li circonda, è vero. Ma il segreto sta nel rielaborarlo: devi far tuo quel concetto, devi metterci il tuo marchio di fabbrica».

Il percorso, ammette, non è semplice. «All’inizio è durissima, specialmente quando cominci a tracciare la tua strada. Ci vogliono tanta dedizione e tanto tempo: tempo da investire, da sperimentare e persino da perdere. È un processo che va accettato».

Ma il nucleo del suo discorso è un invito diretto ai coetanei. «Non smettete mai di credere in quello che avete dentro. Provate, sbagliate, correggete il tiro e continuate a farlo. Prima o poi la vita vi darà delle risposte. Se non le avete adesso è del tutto normale: arriverà il momento in cui tutto sarà molto più chiaro di quanto pensiate. Basta provarci ed essere onesti con se stessi e con gli altri».

La domanda che pone ai ragazzi è secca: «La domanda che pongo ai ragazzi è questa: lo fai per te stesso o per far felice qualcun altro?». E aggiunge: «Quando sei autentico e smetti di rincorrere i modelli altrui, ti senti finalmente leggero. Io voglio sentirmi così: voglio stare tranquillo, essere come un fumo bianco che attraversa le strade, va verso le campagne, viaggia. Voglio essere libero, come una colomba, e voglio che questa cosa anche i ragazzi prendano in considerazione per creare qualcosa di indimenticabile».

In un’epoca in cui scuola e università spingono spesso a mettere gli altri prima di sé, Lauria ribalta la prospettiva: «Raramente riusciamo a mettere noi stessi al primo posto. C’è sempre qualcosa a cui sentiamo di dover dare priorità, e finiamo per smarrire la nostra visione e la motivazione ad andare avanti solamente per quella cosa, che sia l’università, il lavoro che non ci piace. Ci deve essere un piano per la vita ed è quello che i ragazzi oggi dovrebbero puntare per avere un futuro indipendente e solido senza stare per conto di qualcuno che non li vedrà veramente».

E chiude con un invito concreto: «L’ultima cosa che mi viene da dire dopo questa riflessione è: se state affrontando un periodo difficile, ricordatevi sempre che finirà, farà malissimo all’inizio lo so, ma se potete, cercate di sfruttarlo per creare la vostra più grande opera, il migliore voi stessi».

Non si presenta come un fenomeno già compiuto. Si presenta come un giovane che ha scelto di non fermarsi, di costruire dal territorio e di parlare a chi sta cercando la propria strada. In Sicilia, e non solo, la sua voce suona già come quella di una promessa concreta.




@spazio_desk e @deskcrowd - albertolauria.com

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