In particolare, io sono stato in Spagna, precisamente a Bilbao, nei bellissimi paesi baschi, una bellissima scoperta per me! In Spagna ho svolto diverse attività, tra cui organizzazione e gestione del personale, che lì si divideva in due diverse materie da dover frequentare e da dover poi, ovviamente, portare avanti per gli esami finali, che sono stati gestione delle risorse umane e direzione strategica delle risorse umane, comprensive di progetti, laboratori, prove, intermedie, esame finale. Insomma, sono state delle esperienze veramente provanti, considerevoli da questo punto di vista e poi ho portato avanti anche il corso di lingua spagnola che offriva l'università estera, in particolare parlo dell'UPV, Universidad del País Vasco, e anche questo mi è servito tanto, perché mi ha permesso di incrementare il mio livello di lingua, di migliorarlo, portandolo a un solido B2 e ovviamente, al di là del certificato, al di là di quelli che sono i risultati sulla carta anche l'esperienza è quella che conta; ho praticato un'altra lingua, in un altro paese, con altre persone, persone poi dall'identità forte, perché non parliamo di... insomma, lì un pochettino si offendono se li chiami spagnoli, diciamo che preferiscono essere chiamati baschi.
Con quale parole spagnola descriveresti la tua esperienza?
“No pasa nada”, perché in Spagna, anche al nord, ma in particolare al sud, perché poi ho fatto anche una piccola vacanza al sud e ho avuto modo di toccare con mano quello che mi era stato solo raccontato prima di fare questa vacanza in Andalusia. É proprio vero che gli spagnoli sono rilassati; anche noi italiani troviamo sempre la soluzione a tutto, però loro la trovano con meno stress, non si preoccupano perché sanno che prima o poi la questione si risolve. Anche noi sappiamo che prima o poi le cose le risolviamo, però forse ci stressiamo di più.
La prova è stata quando io, in tempo di scadenza prima degli esami ero, “non ansioso” perché non è un termine che mi piace, però magari neanche preoccupato, con quella voglia di fare, con quella, chiamiamola, più che ansia, ansia da prestazione, che secondo me è diversa e che un po' ci vuole sempre per tenerti sulle spine, in senso buono, per tenerti su di motore, pronto! Mi confrontavo con i miei colleghi spagnoli e loro dicevano “ma sì tranquillo”; poi ricordo questo aneddoto: ho fatto un esame il 26 maggio - lì si inizia molto prima e si termina molto prima - avevo un esame il 26 maggio e una mia collega bilbaina mi ha chiesto se avessi, secondo lei, sbagliato a prenotarmi una vacanza in Andalusia con rientro a casa il 23 maggio. “Ma va tranquillo”, “no pasa nada, es facil” mi ha detto, quindi, questa è sicuramente la parola che racchiude la mia esperienza spagnola!
Come ti sei trovato nell’ambiente universitario? Hai stretto subito amicizie ed è stato facile inserirsi nel contesto universitario?
Nel contesto universitario, sì, mi sono trovato subito bene, molto bene. Ho capito che sarebbe stato un ambiente, diciamo, su misura per me, sì, dal primo giorno in cui ho fatto ingresso, anche se pioveva quel giorno. A me non piace molto la pioggia, sono una persona solare, però quel giorno pioveva, ma nonostante tutto mi è piaciuta subito l'università, mi sono piaciuti subito i professori. Io e il mio conquilino, che tra l'altro è un altro studente universitario qui da noi, il mio collega di economia, abbiamo subito stretto amicizie con con ragazzi e con ragazze.
Sin dal primo giorno eravamo già lì a parlare con diverse persone, quindi nonostante non sia facilissimo entrare nei gruppi di amici dei baschi, diciamo che noi siamo riusciti a instaurare sin da subito un bellissimo clima all'interno dell'aula, eravamo due dei pochi italiani presenti e questo ci contraddistingueva e ci ha contraddistinto in positivo per tutto il periodo. Nel complesso, mi sono trovato molto bene, ho stretto amicizie importanti anche nel contesto universitario, oltre che nella vita erasmiana in generale, quindi da questo punto di vista non ho riscontrato grosse problematiche, anzi tutt’altro!
Quale parte della tua esperienza universitaria catanzarese hai importato nella tua fase di studio in Erasmus e viceversa cosa ti ha arricchito in modo particolare dei tuoi mesi di studio in Spagna che è stato importante al tuo rientro all'UMG?
Questa è una bellissima domanda perché mi permette di poter rispondere, diciamo, in misura molto vasta in quanto va a toccare un po' quella che è stata la mia esperienza, a 360 gradi dal punto di vista accademico. Personalmente, che cosa ho portato in Spagna da Catanzaro? Da Catanzaro ho portato il metodo di studio, ho portato il modo di gestire, l'attitudine di gestire il carico di lavoro. Però anche in Spagna c'è stato tanto da fare, forse anche di più in termini quantitativi rispetto a quello che c'è da fare da noi, perché magari in Italia, in questo caso a Catanzaro, ma in Italia funziona un po' così, pensi solo all'esame finale, invece in Spagna c'è da pensare alle scadenze, c'è da pensare ai progetti, c'è da pensare alle esercitazioni, alle presentazioni in aula, oltre che non dover mai lasciare il focus della preparazione per l'esame finale.
Quindi sicuramente ho importato in Spagna il metodo di studio, che è completamente diverso rispetto a quello con il quale si approcciano lì, non solo nel nord ma in tutta la Spagna, poi confrontandomi con altri amici che hanno fatto Erasmus nel sud della Spagna o al centro. Mentre invece dalla Spagna che cosa porto in Italia? Porto un po' di praticità in più, porto un po' di laboratorio in più. Personalmente è una tesi sulla quale mi impatto sin dal primo anno di triennale del mio corso di studio in economia, quindi da quando sono stato una vera matricola, ma questo purtroppo non è un problema o una mancanza dell'OMG o di qualcuno in particolare, ma diciamo che è un po' il nostro sistema che secondo me non è che dovrebbe essere troppo pratico, cioè non si deve esasperare nel modello spagnolo né quello italiano.
Secondo me è una giusta via di mezzo perché sono importanti le conoscenze, è importantissima la letteratura, gli studi, il know-how, però prima o poi deve essere applicato e una grande prova che ho avuto in Spagna a Bilbao del fatto che questo modello funzioni è il fatto che abbiamo svolto seminari con tantissimi ragazzi giovani quasi della mia età, quasi della nostra età che sono già partiti nel mondo del lavoro ed essere avviati nel mondo del lavoro non significa fare tirocini sottopagati o non pagati, tanto per dirne una in economia, in contabilità, significa fare ciò per cui è studiato con un contratto già regolare, con esperienze internazionali, insomma da questo punto di vista sono rimasto colpito dal funzionamento del mercato del lavoro di Bilbao, quindi questo è sicuramente quello che mi porto dalla Spagna e quello che mi sentirei di consigliare al modello italiano, però ci sono tante cose che mi tengo strette dell'Italia e che non cambierei strutturalmente, andrei, forse un po' a fare qualche modifica e a rafforzare.
L’immagine di una burocrazia estera, la ricerca di un alloggio o la barriera linguistica possono spaventare chi intende intraprendere un’esperienza del genere. Quali sono stati gli ostacoli che hai dovuto superare e che consigli daresti a uno studente dell'UMG che sta per partire per non farsi prendere dalla paura?
Ma, in realtà, l'unico consiglio che darei a chi vuole partire, o comunque a chi magari vorrebbe ma ha dubbi, non se la sente o comunque non sa cosa aspettarsi da questa esperienza, io dico che veramente l'unica difficoltà è quella di completare le carte, cioè di farlo, di ottenere l'ufficialità. Perché poi veramente tutto il resto viene, certo, non voglio dire che sia semplice ottenere il learning agreement, non voglio dire che sia semplice ottenere l'alloggio perfetto, non voglio dire che sia semplice ( su questo ci possiamo discutere), sul fatto di trovare la tua cerchia, gli amici, diciamo che se vai in Erasmus sei un po' destinato a trovarti un gruppo, a trovarti molto bene con loro, perché poi in Erasmus le persone le sceglie, questa è la differenza, le sceglie soprattutto in Erasmus. È un ambiente, io parlo di uno spazio, io l'Erasmus lo immagino come uno spazio, nonostante possa essere in qualsiasi parte del mondo, io lo immagino come uno spazio fisico, perché l'Erasmus è uno spazio fisico in cui si muove solamente chi sceglie di farlo e chi ha un mindset simile al tuo, quindi voglia di intraprendere qualcosa di nuovo, voglia di fare nuove conoscenze, non solo in termini di persone, ma di luoghi, di culture, di tradizioni, di esperienze, essere intraprendenti nella vita, uscire dalla propria comfort zone, visitare il mondo è un'ottima scusa, un ottimo motivo, quindi è molto semplice che in Erasmus incontri persone simili a te, io questo l'ho sempre saputo, per me personalmente è stato il secondo Erasmus, il primo l'ho fatto vincendo un bando da neodiplomati nel 2023, ho trascorso due mesi fuori casa, questa volta un po' di più, quasi il triplo della durata, ed entrambi sono state un'esperienza magnifica. Quella di Bilbao, leggermente superiore per tanti aspetti, perché è durata di più, perché è stato un contesto che mi ha messo di più alla prova, essendo un contesto universitario, perché sono cresciuto nel frattempo, sono passati tre anni dal primo Erasmus, ho curato le mie incertezze, ho incontrato un gruppo di ragazzi fenomenali, mi porto dietro un bagaglio di ricordi, di parole, di attestati di stima e di affetto che sarebbe riduttivo raccontare qui ora in un video, o comunque ci vorrebbe troppo tempo per riesternarle tutte, quindi non credo che sia questo il caso, annoierei voi ascoltatori, poi magari lo racconto dal vivo a tanti di voi come ho già fatto in università o con altri amici, parenti e colleghi.
Quindi ragazzi fate l'Erasmus, prendete tutto da questa esperienza, se potete fatene anche di più, io personalmente mi sono fermato a un solo Erasmus universitario, quindi due se contiamo quello di tre anni fa, ma un solo Erasmus universitario perché purtroppo non l'ho fatto durante la triennale, l'ho voluto fare fortemente, sapevo già da tempo, prima di vincere il bando, sapevo già che l'avrei fatto in questo primo anno di università magistrale, infatti sono già proiettato alla prossima esperienza internazionale che credo sarà il Traineeship, un altro Erasmus però di lavoro, di tirocino piuttosto che di studio, quindi ragazzi fate l'Erasmus e poi registrate un video come sto facendo io dove racconterete le vostre meravigliose esperienze, perché è impossibile partire e tornare tristi dell'esperienza che avete fatto, tornerete tristi perché l'avete lasciata, ma felici della crescita ottenuta, delle persone conosciute, dell'esperienza fatta e fieri del percorso che porterete avanti perché sono esperienze che fanno solo crescere e maturare le vostre certezze, le vostre caratteristiche e capacità, io lo rifarei mille volte!
Voglio ringraziare Artù, la nostra associazione universitaria per avermi dato l'opportunità di esternare questa grandiosa esperienza perché mi emoziono sempre nel parlare di Bilbao, dell'università che mi ha ospitato, delle persone che ho conosciuto, del gruppo che mi porto dietro con cui ancora oggi abbiamo contatti…cioè, ancora oggi, sono passati pochi mesi quindi è normale che ce l'abbiamo ma ce l'avremo anche in futuro perché si è creato qualcosa di speciale!
Ciao ragazzi! Per qualsiasi consiglio non esitate a chiedere.

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