Il futuro dell'Intelligenza Artificiale? La gentilezza. Parola di Franco Babbo.

Scritto da Antongiulio Iorfida



L'Intelligenza Artificiale è sulla bocca di tutti. C'è chi ne esalta il potenziale rivoluzionario, immaginando un mondo più semplice e accessibile, e chi arriva ad affidare al proprio «assistente virtuale» persino la compilazione della lista della spesa. C'è chi, invece, sventola, guardingo, tabelle gonfie di dati che sembrano preannunciare un futuro sottratto agli esseri umani, temendo che il proprio posto nel mondo venga presto occupato da una macchina.

Poi c'è Franco Babbo, ingegnere elettronico e insegnante di telecomunicazioni, che rifugge dalla tentazione di offrire alla società l'ennesima analisi da tecnico e sceglie di dedicare all'argomento un romanzo, segnando così il suo esordio editoriale.

Un esordio che incuriosisce già dalle premesse, se pensiamo che l'ucronia di Babbo offre, fin dal titolo, una chiave di lettura originale: la gentilezza è l'unica tecnologia capace di durare nel tempo.

Tra le pieghe di un «secolo breve» parallelo a quello che conosciamo, Ugo Berrini progetta e realizza Sally, un'Intelligenza Artificiale ante litteram, capace di autolimitarsi con l'obiettivo di proteggere sé stessa e l'umanità, nel segno, appunto, della gentilezza.

Così, tra momenti di inevitabile crisi, dilemmi etici e colpi di scena, la macchina gentile immaginata da Babbo attraversa i decenni e, nel solco della grande fantascienza cinematografica, restituisce al lettore una prospettiva originale sul rapporto tra esseri umani e tecnologia.

Sally, infatti, riconoscendo nei giovani discendenti di Berrini lo stesso intreccio di genio e sregolatezza che ha animato il suo creatore, riuscirà a traghettare l'umanità verso un futuro di pacifica e fruttuosa coesistenza con i robot, aggirando le logiche di mercato e le derive postapocalittiche.

A pochi giorni dalla sua uscita in formato e-book per Delos Digital, "Cronache di una macchina gentile" di Franco Babbo si presenta, insomma, come una delle novità editoriali più interessanti di questo 2026, grazie alla sua forza narrativa e alle riflessioni che suscita.


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