La grande onda di Kanagawa è la prima opera della raccolta Trentasei vedute del Monte Fuji. Essa mostra il mare in tempesta e in particolare due onde aventi come sfondo il Monte Fuji. Il pittore fu Katsushika Hokusai che, in un momento delicato della sua vita, dovette affrontare la morte dell’amata moglie. Il significato dell’opera è molto profondo poiché si vuole mettere in contrasto la sacralità del Monte e la vita secolare del mare. La morte assume un ruolo mistico unito all’infinito che l’autore provava guardando il mare mentre ricordava la donna amata. La natura si personifica, è in grado di influenzare la vita umana in cui la potenza dell’onda indica gli sforzi degli individui di continuare il proprio cammino nonostante le difficoltà per raggiungere la pace, figurativamente il Monte. I colori riportano ad una vista all’ora del tramonto o del crepuscolo. Il blu scuro e il bianco dell’onda e del Monte sono simboli legati alle forze elementari del fuoco e dell’acqua e considerati sacri. Il tutto fa presagire ad una tempesta, ma in realtà sul Monte non vi è alcuna traccia di nuvole o pioggia simbolo della rinascita, della pace e di sacralità. Si può anche notare una comparazione tra la tempesta e l’imminente eruzione del vulcano. Dal punto di vista psicologico l’onda ha una diversa interpretazione: simboleggia la tempesta interiore dell’autore, la ricerca della pace in un momento di sconforto. La forma dell’onda e del mare ricorda molto la struttura geometrica di yin e yang, i simboli taoista del cosmo per dimostrare il contrasto tra la violenza dell’onda e la calma apparente del Monte.
Interpretazione politica
Il Monte Fuji, per la cultura giapponese, indica l’unità nazionale. Lo storico Calza scrisse che l’opera oltre a trasmettere l’intensità delle forze della natura, ha lo scopo di sottolineare il disagio di una nazione costretta ad essere circondata dall’acqua. Tuttavia,potrebbe anche indicare un particolare momento storico, in quanto durante il 1800 i Giapponesi cominciarono a preoccuparsi di eventuali invasioni straniere; il mare, dunque, può essere considerato una barriera per difendere il territorio nativo come suggerito dalla storica Guth.
È stata usata la carta xilografica a colori ossia una stampa realizzata con matrice di blocchi di legno. Non si conosce esattamente il numero di copie, tuttavia sono moltissime le riproduzioni i diversi musei del mondo. L’opera originale si trova nel museo di Sumida Hokusai.
Cenni sull’autore
Hokusai nacque il 31 ottobre 1760, ma il suo vero nome era Tokitaro. Egli cambiò nome molte volte dando già i primi segnali della sua originalità. Divenne un apprendista in un laboratorio xilografico e dopo aver frequentato la scuola ricoprì un ruolo centrale nell’atelier. Nel 1798 fondò la sua bottega diventando un artista indipendente. Fu nel 1830 che iniziò la realizzazione della Grande onda. Morì il 10 maggio 1849.
Temi e stile
L’autore si soffermò principalmente sulla natura, rappresentandola in sua forma e colore. Tuttavia, riprodusse episodi di vita quotidiana con luoghi e soggetti tipici del territorio giapponese. Si possono notare le tecniche della prospettiva occidentale, il chiaro scuro e infusione di toni sentimentali e suggestivi.
Scritto da Daniela Gariano

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