Scritto da Bruno Rachiele
Ho sempre creduto fortemente che il valore di una persona non si misuri dal numero di titoli di studio appesi al muro o dalla media dei voti che ha sul suo libretto. Il nostro vero valore è la somma delle esperienze che abbiamo avuto il coraggio di vivere. Se oggi sono la persona che sono, lo devo alla mia famiglia: non mi ha mai negato nulla, supportando ogni mia passione fin da piccolo e permettendomi di esplorare il mondo senza mai farmi pesare un singolo sacrificio.
Il 30 agosto è arrivato il mio turno: sono partito per l’Erasmus. La mia destinazione? Málaga. Per i viaggiatori più pignoli magari non sarà la meta assoluta della Spagna, ma vi assicuro che come città è semplicemente spettacolare.
I primi giorni sono stati un turbine di emozioni e soprattutto disorientamento. Tra hola, buenos días, un miliardo di carte da compilare, burocrazia universitaria e l'immancabile Learning Agreement, l'impatto è stato davvero forte, cosa che solo chi l'ha vissuto in prima persona può capire davvero. Ma accanto alla carta stampata è arrivata subito la parte più bella che la vita possa regalarti: le nuove amicizie, un flusso continuo di persone e storie che non smette mai di arricchirti e che sicuramente farà nascere qualcosa di magico anche dopo la fine di questa esperienza.
I giorni prima dell'inizio delle lezioni si sono trasformati in una vera e propria vacanza prolungata. Insieme ai nuovi amici non ci siamo fatti mancare nulla: abbiamo esplorato la costa facendo un salto a Marbella e ci siamo tuffati subito nella vida nocturna di Málaga, tra le serate in discoteca al Santa Rita e al Bro. Risate, musica e quella sensazione unica di spensieratezza che ti fa capire subito che questi mesi voleranno.
Poi, il 9 settembre, sono iniziate le lezioni e ho avuto il primo impatto con il sistema universitario locale (non so se valga per tutta la Spagna, ma qui a Málaga funziona così). Ricorda molto le nostre scuole superiori: le lezioni non sono frontali, infinite e passive, ma c'è tanta classe capovolta, attività pratiche e compiti a casa. Per me, che amo fare e mettere le mani in pasta, questi primi giorni sono stati una rivelazione. Mi sto trovando incredibilmente bene.
Málaga sta accogliendo me e tanti altri studenti da tutto il mondo a braccia aperte. Questo è solo l'inizio con pochissimi dettagli per via della miriade di impegni di questi primi 15 giorni, ci vediamo tra due settimane con il prossimo capitolo di questa rubrica ERasMES, senza dimenticarvi di passare sul giornalino al sabato per leggere il mio nuovo editoriale dedicato a Tristano e Isotta.

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