Lettera 691

  



 Nel 1888, Vincent si trovava ad Arles e scriveva oggi una lettera a Theo Van Gogh.

In questa lettera, il pittore abbozza in parole lo schizzo di quella che sarebbe diventata una delle sue più incantevoli opere, che è subito riconoscibile leggendone la sua descrizione:

«Il cielo è verde-blu, l'acqua blu cobalto, le zone di terra sono malva. La città è blu e viola. La luce del gas è gialla e i suoi riflessi sono rosso oro e sfumano fino al verde bronzo. Contro il campo verde-blu del cielo, l'Orsa Maggiore ha un luccichio verde e rosa, la cui discreta pallidezza contrasta con l'oro intenso della luce del gas. In primo piano, due piccole figure colorate di amanti.»

Quello che sembra lo scenario di un sogno è La notte stellata sul Rodano.

Abbiamo già visto insieme quest’opera nel nostro viaggio di un giorno con Van Gogh dello scorso 31 marzo.

Questo dipinto, realizzato a olio su tela da Van Gogh, è uno dei più rappresentativi della sua poetica e ha catturato l’attenzione pure di alcuni studiosi, i quali, osservando la posizione della costellazione dell’Orsa Maggiore, hanno dimostrato che sia stato probabilmente dipinto durante questo periodo, seppure la composizione della stessa costellazione risulti sfasata rispetto alla realtà, perché evidentemente l’artista aveva iniziato a ritrarne istantaneamente solo alcune delle stelle.

Quelle stelle la cui vista lo faceva sempre sognare, come scriveva in un’altra lettera al fratello e che qui ci invitano a sognare a occhi aperti anche noi lungo le rive del Rodano.

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