ADDIO AL PROFESSOR DOMENICO MINUTO, ULTIMO RAPPRESENTANTE DELLA CALABRIA BIZANTINA

 


Lo scorso 30 marzo si è spento, all’età di 95 anni, il Professor Domenico Minuto, uno dei massimi esperti della cultura greco-bizantina in Calabria.

Minuto nacque a Reggio Calabria il 27 marzo del 1931, il padre, Vincenzo, era Docente di lingua e letteratura francese, che ha avuto come alunna Silvana Guarna, insegnante, anch’essa, di lingua e letteratura francese a sua volta, divenuta, nel 1961, moglie di Domenico Minuto. 

Durante il periodo universitario, ha aderito alla F.U.C.I. (Federazione Universitaria Cattolica Italiana). 

Si è laureato, nel 1952, presso la Facoltà di Lettere dell’Università Cattolica di Milano. 

Divenne Docente di latino e greco nel 1953, successivamente nominato Preside, a partire dal 1977prima, presso il Liceo Classico “N. Pizi” di Palmi, poi, dal 1993, presso il Liceo Scientifico “A. Volta” di Reggio Calabria. 

Fu deputato della «Deputazione di Storia Patria per la Calabria», socio fondatore del «Comitato Permanente degli Incontri di Studi Bizantini» e della «Comunità Bizantina San Cipriano di Reggio», socio dell’«Istituto Siciliano di Studi Bizantini e Neoellenici Bruno Lavagnini» di Palermo e dell’Associazione «Amici del Museo» di Reggio Calabria e socio onorario di «Italia Nostra», sezione di Reggio Calabria.

La sua attività culturale fu intensissima e si ricorda la fondazione della Deputazione di Storia Patria per la Calabria e l’Associazione Amici del Museo di Reggio Calabria, fu socio onorario della sezione reggina di Italia Nostra di Reggio Calabria e vicino alle comunità bizantine della medesima provincia. Ha pubblicato decine di libri sulla storia della Calabria e ha contribuito a mantenere viva la memoria delle minoranze linguistiche, oltre ad aver accompagnato generazioni di studiosi alla scoperta della cultura delle aree grecaniche e aspromontane. 

Minuto fu stimato autore di svariate pubblicazioni sulla storiografia e sull’arte calabrese, dal periodo tardo antico al medioevo compresi, con particolare attenzione all’approfondimento delle civiltà ed all’architettura religiosa bizantina, nonché alla tradizione nostrana, specialmente di areagrecanica.

Tra le opere più importanti, ricordiamo il “Catalogo dei monasteri e dei luoghi di culto tra Reggio e Locri, una raccolta dei luoghi di culto nel territorio compreso tra Reggio Calabria e Locri che fornisce una descrizione puntuale di tutti i monumenti, con notizie storiche dettagliate e documenti d’archivio. 

Domenico Minuto ricevette numerosi premi e riconoscimenti, tra cui, nel 2022, il Premio «Vincenzo Panuccio», conferito alla professione, alla cultura e all’impegno sociale, il Premio «San Giorgio d’oro», sempre nel 2022, per benemerenza del Comune di Reggio Calabria, il Premio culturale «Trapezomata 2022», il Premio alla cultura Rhegium Julii nel 2021 e, infine, il riconoscimento come Cittadino onorario di Condofuri (RC), per Gallicianò e di San Lorenzo (RC) di Valletuccio.

Doveroso ricordare un momento di forte commozione durante una conferenza tenuta a Gallicianò, nel 2012, in cui affermò: «In Calabria non c'è albero a cui non sia stato affidato un linguaggio di intensa umanità […], questo è un paese traboccante di semplicità e di poesia, dove l’anima vive e si nutre dell’affetto delle persone e dove i bambini nascono ballando, dove i gallicianesi incarnano un’umanità ed una capacità di calore e genuinità di relazioni antichissime ed al contempo freschissime. Non vorrei essere cittadino di nessun altro posto se non di Gallicianò».

Proprio quell'area grecanica di Calabria divenne casa sua: dai monti di Bova passando per la frazione di Amendolea e di Gallicianò di Condofuri, arrivando fino a Roghudi vecchia, Chorìo, Roccaforte del Greco e Melito Porto Salvo con la nuova Roghudi.


Aggiungeva, sempre con preciso riferimento a questi luoghi magici e ricchi di testimonianze di storia vissuta: «Questa terra di Calabria è bella, è feconda, è mite. L’ha resa tale la gente che l’abita da millenni e a cui sono assai grato. Le generazioni che ci hanno preceduto ci hanno lasciato tesori di umiltà, sobrietà, laboriosità, pazienza. Nella nostra storia, tranne una breve avventura del tiranno Anassilao, non riscontro imprese di conquiste, ma piuttosto lunghi secoli di sottomissione, la quale in parte ancora dura. Abbiamo combattuto perché costretti oppure per la gioia imbecille, ma pertinace, di farci del male l’un l’altro[…]”.


Citando l’antropologo Vito Teti, quella di Domenico Minuto è stata una convinta restanza poetico-spiritualeun legame profondissimo con la nostra terra che non lo dimenticherà mai.

Saverio Pazzano lo ricorda così: “la lezione nell’umanità del saggio è la passione per il futuro, a dimostrazione che la passione di Domenico Minuto verrà sempre tramandata e mai saràdimenticata

In uno degli ultimi incontri, il Professor Minuto ha illustrato l’importanza della civiltà contadina, presente nel tessuto sociale della città di Reggio Calabria, con un’espressione di saluto su cui si fondava un sapere antico e profondo: “Va jiti ca paci!”. 

“Va jiti ca paci, Professore!”, grazie di tutto.




Scritto da Riccardo Mangone 

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